I diritti fondamentali degli stranieri al banco di prova di alcune recenti emergenze

di Giuliaserena Stegher

Il dibattito politico relativo ai massicci fenomeni migratori – a prescindere dal fatto che essi siano intenzionali o causati da forza maggiore – non si è mai sopito, anzi trova rinnovata linfa in ragione dei costanti spostamenti e alla luce di “nuove” emergenze. È al tal proposito che si ritiene possa essere utile tornare a riflettere sul tema dell’immigrazione, giacché dal mese di agosto 2021 vi sono stati due eventi che, seppur diametralmente diversi tra loro, ne ripropongono l’estrema attualità. Il riferimento va naturalmente alla crisi afghana e a quella ucraina.

Se nell’agosto dello scorso anno abbiamo assistito all’improvvisa presa di potere dei talebani in Afghanistan, che ha lasciato ipotizzare nell’immediatezza il verificarsi di una imponente ondata migratoria, il 2022 è stato contraddistinto (e continua ad esserlo) dalla guerra in Ucraina[1]. È oltremodo noto come il fenomeno migratorio non sia un qualcosa di recente, ma ha da sempre caratterizzato la storia del mondo. Senza risalire troppo indietro nel tempo, basti ricordare che una decina di anni fa le primavere arabe avevano causato l’intensificazione dello spostamento di persone nonché degli sbarchi, infiammando il dibattito politico di allora.


Abstract

Starting from a basic question of what fundamental rights are, this contribution aims to explore the issue of foreigners’ rights, also concerning constitutional jurisprudence, taking into consideration some recent emergencies that may challenge the stability of the rule of law.

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