di Paolo Gentilucci
Il primo significativo intervento dell’attuale governo in materia migratoria si è avuto con la legge 24 febbraio 2023, n. 15 che ha convertito il decreto-legge 2 gennaio 2023, n. 1 (c.d. “decreto Piantedosi”): essa reca disposizioni urgenti in materia di transito e sosta nelle acque territoriali delle navi non governative impegnate nelle operazioni di soccorso in mare.
In sintesi, l’art. 1 mira a definire le condizioni in presenza delle quali le attività svolte da navi che effettuano interventi di recupero di persone in mare possono essere ritenute conformi alle convenzioni internazionali, con la conseguenza che, nei confronti di tali navi, non possono essere adottati provvedimenti di divieto o limitazione al transito o alla sosta delle imbarcazioni nel mare territoriale.
Il provvedimento, tra l’altro, regola l’ingresso dei natanti nel mare territoriale italiano, stabilendo che il transito e la sosta sono permessi solo per garantire il soccorso e l’assistenza in mare a persone in pericolo, a tutela della loro incolumità, limitando di fatto l’ingresso di navi che non abbiano un chiaro motivo umanitario o di salvataggio.
Abstract
The current government’s migration policies have focused on combating illegal immigration, but since the treaty with Albania was signed, numerous judicial measures have annulled migrant transfers, giving rise to a confusing and often contradictory strategy, particularly regarding the definition of so-called “safe” countries. To address this situation, also at the urging of Italy, in December 2025 the LIBE Committee drew up a list of countries deemed safe throughout the Union, while the Council of Ministers of Home Affairs and Justice reached an agreement aimed at a more equitable sharing of responsibilities in the asylum sector. These measures were confirmed in the plenary session of the European Parliament on 10 February 2026. However, despite these measures, review by European and national judges in this area may still be possible, as established by the landmark ruling of the European Court of Justice of 1 August 2025.